La cistite non è certo una patologia che passa inosservata

La cistite non è certo una patologia che passa inosservata: determina infatti un evidente aumento del numero di minzioni, che spesso risultano dolorose e fonte di bruciore.

A causa dell’irritazione dei tessuti della vescica, i soggetti interessati avvertono anche:

difficoltà a urinare
sensazione di non completo svuotamento al termine della minzione
sensazione di pesantezza nell’area sovra-pubica
frequenti risvegli durante la notte per lo stimolo impellente a urinare.

A questi sintomi, accompagnati a volte anche da urine torbide e/o di odore sgradevole, possono aggiungersi febbre, nausea e vomito. Raramente può essere presente sangue nelle urine.
La cistite viene diagnosticata principalmente attraverso l’anamnesi, con precise domande sui sintomi, unita all’analisi delle urine per identificare i batteri che causano l’infezione e stabilire la corretta terapia. La presenza nelle urine, oltre che dei batteri, di un elevato numero di globuli bianchi, di globuli rossi, di nitriti, insieme a un aumento del pH (urine più basiche), sono segni di una probabile infezione in corso.

In caso di recidive si può anche far ricorso all’urinocoltura, per capire meglio se la nuova infezione è causata da un nuovo germe o se il precedente non è stato del tutto eliminato. Intervenire da subito in modo corretto è in ogni caso di sicuro aiuto contro eventuali ricadute o cronicizzazioni.

Tra le misure generali da adottare in caso di cistite, sono importanti il riposo e una corretta idratazione (almeno 2 litri di acqua al giorno). L’idratazione serve, in particolare, a diluire la carica batterica presente in vescica e garantisce una minzione regolare ed efficiente, determinando un lavaggio costante delle vie urinarie, ed è senza dubbio il primo fattore di difesa e prevenzione della cistite. Cercate di evitare, però, le bevande gassate che riducono l’acidità delle urine.
In caso di accertata presenza di batteri nelle urine la terapia farmacologica fondamentale e comunemente prescritta è quella antibiotica, che sia attiva anche a livello vaginale e intestinale. Questi farmaci, tuttavia, indeboliscono il sistema immunitario, e il loro uso, soprattutto se frequente, può portare a resistenze multiple e crociate agli antibiotici, che sono la principale causa della loro mancata efficacia nelle recidive.
Sono stati quindi studiati e messi a punto trattamenti alternativi allo scopo di limitare la possibilità di antibiotico-resistenza, evitare le alterazioni della flora batterica intestinale secondaria all’uso prolungato di antibiotici, in abbinamento all’adozione di corretti comportamenti alimentari e igienici.
Abbiamo oggi a disposizione integratori alimentari in grado di migliorare la risposta immunitaria e di disgregare il biofilm creato da specifici batteri, causa di cistite, indebolendone in tal modo la resistenza e impedendo la loro adesione alla parete della vescica in modo da favorirne l’eliminazione dalle vie urinarie.
Tra questi si distingue Melura che, grazie alla speciale formulazione a base di complesso polifenolico estratto da melagrana e di D-mannosio, possiede proprietà antibiotiche naturali riconosciute scientificamente, e svolge attività antiossidanti, antinfiammatorie oltre ad aumentare la flora batterica intestinale.
Per quanto riguarda la dieta, è stato accertato che in caso di cistite, in particolare nella fase acuta, è consigliabile aumentare il consumo di alimenti in grado di favorire l’acidificazione dell’urina, per proteggere l’apparato urinario dalle infezioni. Tra questi: carne magra, merluzzo e cereali, alimenti ricchi di vitamina C, mentre alcuni tipi di frutta e verdura sono da evitare perché alcalinizzanti (es. uva, albicocche, banane, carote e spinaci). Mirtilli rossi, e melagrana sono invece molto indicati, perché ricchi di complessi polifenolici. Anche alcol, caffè, cibi speziati e piccanti sono sconsigliati nella fase acuta perché irritanti.

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