Occasioni per Saipem, in vista degli utili

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Un anno di forti delusioni il 2013 per la controllata del cane a sei zampe Saipem, che, dopo aver aperto le

porte lo scorso anno con la questione economico-diplomatica inerente presunte tangenti in Algeria, ha

visto un crollo di borsa e credibilità dopo la contestazione da parte della Consob del bilancio d’esercizio

2012. Sono stati due i fattori scatenanti allarmismo dell’Autorità: da una parte le presunte manipolazioni a

ribasso dei margini negativi, rettificati non tenendo conto di un totale di debiti in essere per 130 milioni di

euro; dall’altra, il ritardo nella comunicazione del profit warning di gennaio, col quale sono state riviste a

ribasso le previsioni sull’utile 2012-2013. Un ritardo, quest’ultimo, che non ha tuttavia impedito alla società

fornitrice di elettricità di rivedere nuovamente in perdita le stime sull’anno in corso, facendone crollare i

prezzi del listino a 12,5 euro per azione (da 32 euro che quotava a fine gennaio).

A riportare il prezzo ad un livello più adeguato verso quota 15,8, ha poi contribuito la recente cessione

(semi obbligata) di dicembre del ramo d’azienda Firenze FPSO, che, con un totale di 336 milioni di euro, ha

permesso a Saipem di portarsi su un target di debito previsto a 5,2 miliardi.

Saipem e l’evoluzione di un anno di no

Il calo che ha colpito la società interna al gruppo Eni (che da sola contribuisce per quasi un terzo al totale

del debito del gruppo) tuttavia, non è stato l’unico a farsi sentire lungo un 2013 di difficoltà per l’intera

schiera di società fornitrici di luce ed energia e, più in generale, per tutte le attività trattanti materie prime:

lo scorso esercizio ha infatti dato luogo ad un modificarsi delle dinamiche di mercato, con un settore

delle commodities in forte contrazione ed una tensione a livello geo-politico andatasi via via ad aggravare

a fasi alterne. Inoltre, un sentiment positivo delle piazze, rivolto primariamente ad attività connesse

all’operatività d’impresa e ai settori finanziari, tende a far pensare che l’attuale 2014 spingerà l’interesse

dei singoli investitori anche verso settori più ‘marginali’; interesse che, la stessa Saipem, dovrà cercare di

sfruttare al massimo per accrescere i propri ordini d’acquisto e portare gli utili ad una crescita effettiva già

dalla seconda metà del 2015.

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